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STEALTHING E LIBERTÀ SESSUALE: NOI DONNE COME SIAMO TUTELATE? L'Avvocato risponde 

STEALTHING E LIBERTÀ SESSUALE: NOI DONNE COME SIAMO TUTELATE?

L’avvocato Simone Labonia ci illustra come lo “stealthing”, termine che indica la rimozione volontaria del preservativo durante un rapporto sessuale, senza il consenso dell’altra persona, sia una condotta che negli ultimi anni ha attirato crescente attenzione giuridica, poiché si colloca in una zona di confine tra libertà sessuale e violazione del consenso.

Il punto centrale della questione è proprio il consenso: quando una persona accetta un rapporto sessuale protetto, il consenso è condizionato all’uso del preservativo. La sua rimozione unilaterale altera radicalmente le condizioni pattuite, trasformando l’atto in qualcosa di diverso da quanto concordato. In questa prospettiva, lo stealthing può essere qualificato come una violazione della libertà sessuale.
Nel diritto penale italiano, pur non esistendo una fattispecie specifica dedicata allo stealthing, la condotta può essere ricondotta al reato di violenza sessuale, previsto dall’art. 609-bis del codice penale. La norma punisce non solo la violenza fisica o la minaccia, ma anche ogni atto sessuale compiuto in assenza di un consenso valido e consapevole. Se il consenso viene ottenuto sulla base di condizioni poi disattese, si può sostenere che esso sia viziato, e dunque giuridicamente inefficace.
Ulteriore profilo rilevante riguarda i rischi connessi alla salute. La rimozione del preservativo espone la vittima al pericolo di malattie sessualmente trasmissibili e a gravidanze indesiderate. Questo elemento rafforza la gravità della condotta, poiché non si tratta solo di una violazione dell’autodeterminazione sessuale, ma anche di una messa in pericolo dell’integrità fisica.
Parte della dottrina evidenzia come lo stealthing rappresenti una forma di abuso della fiducia, che si consuma in un contesto di apparente consensualità. Proprio questa caratteristica lo rende particolarmente insidioso: la vittima può rendersi conto dell’accaduto solo a posteriori, con conseguenze psicologiche rilevanti, tra cui senso di violazione, ansia e perdita di fiducia nelle relazioni.
Sul piano probatorio, tuttavia, non mancano difficoltà. Dimostrare l’assenza di consenso alla rimozione del preservativo può risultare complesso, soprattutto in assenza di elementi oggettivi o testimonianze. Ciò impone un’attenta valutazione caso per caso, affidata all’autorità giudiziaria.

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